Il vero vaccino si chiamerà Capitale Sociale.

C’è voluta una pandemia per far riflettere sul rischio che comporta quando si è totalmente sotto effetto diretto di accadimenti esterni. La vulnerabilità è condizione esistenziale del turismo. E quando emerge una minaccia per la sicurezza e la salute dei viaggiatori, non c’è manovra di prezzo che possa persuadere a partire. Ma la sfida è anche quella di integrare meglio il turismo nel sistema economico, qualificandone risorse umane, imprenditorialità innovativa, dotazioni tecnologiche, patrimoni relazionali, contributi alla qualità urbana ed alla sostenibilità.

Crescerà il bisogno di quel  turismo che io sento come trasformativo,  perché parte dalle comunità locali che hanno deciso di rendersi responsabili dell’attrattività del territorio in cui vivono.

Una cosa il virus ce l’ha insegnata: i confini non esistono. L’isolamento sociale al quale siamo stati costretti ha fatto emergere il valore della Coesione. Realtà territoriali disarticolate e degradate, comunità locali poco coese e conflittuali, non potranno più immaginarsi competitive ed attraenti nel prossimo futuro. Il vero vaccino si chiamerà Capitale Sociale

Nella Cultura dell’Ospitalità, è responsabilità di tutti prendere consapevolezza (e conoscenza) delle proprie eccellenze. Ci vuole curiosità, intraprendenza, amore per la propria terra e per le sue tradizioni. Pensare ad un territorio come a un marchio di qualità, ridisegna il ruolo e la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti che ne hanno titolo, benefici e opportunità di sviluppo. Pensiamo alle Amministrazioni locali, alle imprese e alle Associazioni di rappresentanza, al vasto mondo del no-profit e del volontariato, per giungere al singolo cittadino sensibile alla qualità della vita della propria comunità.

Assumeranno un significato più intenso e consapevole alcune parole che sino a oggi (ma è già ieri) venivano spesso utilizzate senza rifletterne il Valore. “Relazione”: si alzerà l’asticella della qualità dei servizi di Ospitalità, aumenteranno le aspettative di chi potrà tornare in vacanza, il rapporto umano sarà più e meglio richiesto. “Autenticità” : prodotti locali, rapporti umani, progetti territoriali dovranno dimostrare di essere espressione del genius loci, con un’anima a forte matrice  identitaria. Infine “Partecipazione”.

Non potremo pensare alla vita di prima meno quel che il virus non ci consente: ma a una vita diversa con più cose che per noi sono importanti. Ricongiungerci con l’essenziale. E poi conciliare quel progetto con la tutela della salute nostra e degli altri. Vale a dire: concentrarci su quanto sia più bello e salutare vivere e viaggiare in modo semplice, dando importanza solo a ciò di cui si ha davvero bisogno.

È il momento di pensare a cosa rende bello il nostro vivere, di avere visioni, di creare e comunicare idee di futuro possibili. Questo è ciò attende i nostri borghi ma che a Vaccarizzo è già presente!

Articolo di Andrea Succi.