Non è una “terra” per vecchi: in campagna con i social networks

di Mariagrazia Provenzano

Se lo scopo del progetto di I live in Vaccarizzo è quello di attirare nuovi abitanti e sviluppare un ecosistema in grado di unire tradizione e innovazione, obiettivi che ne facilitano la riuscita sono “valorizzare la terra” e “generare lavoro”. Questi obiettivi coesistono e, in un piccolo centro come Vaccarizzo, possono essere realizzati dai ragazzi del borgo.

Come? Formandosi da operatori in agricoltura, una qualifica che gli permetterà di specializzarsi e qualificarsi in metodi di coltivazione innovativi e capaci di generare reddito per la comunità. Il “ritorno alla terra” delle nuove generazioni è interessante per due motivi principali:

  1. è una migrazione inversa;
  2. questa nuova generazione di contadini è altamente istruita. Difatti, le conoscenze assumono un ruolo strategico nella produzione di cibo di qualità, conquistando la fiducia dei consumatori. 

Questa introduzione ci permette di delineare il profilo del giovane contadino, profilo che tiene in considerazione i seguenti aspetti:

  • Il piacere di diventare “imprenditore”:  c’è la voglia di dedicarsi all’agricoltura per presentarsi come un’alternativa all’agricoltura tradizionale (dove la biodiversità non è tutelata e si preferisce la monoproduzione);
  • Utilizzare l’economia circolare: questo è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, riutilizzo, riparazione e riciclo dei prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti  nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore;
  • Diversificare l’uso dei saperi: per i nuovi contadini lo sviluppo del territorio è fondamentale. Per raggiungere questo scopo è necessario creare una rete formata da altri imprenditori, ma anche da studiosi e consumatori;
  • Approcciarsi all’innovazione sostenibile: i saperi e le tecniche dei nostri nonni sono tra i migliori metodi agricoli ma, al giorno d’oggi, bisogna essere dinamici e stare al passo con i tempi. Proprio per questo motivo, le nuove generazioni (che, come abbiamo detto prima, sono altamente istruite) introducono innovazione.

L’innovazione a cui ci riferiamo mira  a riorganizzare il modello contadino e le sue relazioni. Grazie alla capacità di innovarsi, i nuovi contadini rispondono in maniera concreta all’insostenibilità del modello sociale ed economico attuale che richiede cambiamenti radicali in ambito tecnologico, nello stile di vita e nei modi di condividere responsabilità e decisioni.  Fondamentali risultano essere, quindi, l’uso dei social networks, dove il contadino, attraverso uno storytelling del suo percorso e dei suoi prodotti, è capace di:

  • Migliorare l’esistente. A fianco alla produzione di prodotti nuovi, c’è l’esigenza di migliorare il prodotto in base alle richieste dei consumatori; 
  • Innovare i servizi. Si tratta di affacciarsi ad un nuovo modo di fare mercato, come i mercati alternativi, vendita diretta, vendita porta a porta. Ma non solo, in questo nuovo modo di intendere e praticare l’agricoltura rientrano le sue attività connesse come la valorizzazione del territorio, la ricezione, l’ospitalità e l’agricoltura come aiuto all’autonomia di persone svantaggiate.

Prova di ciò è l’azienda agricola Mulinum, per cui fondamentale è la comunità. Una comunità fatta di soci, consumatori e familiari che permette lo sviluppo del territorio. L’azienda è convertita in spazio attrattivo, dove chi viene a far visita è il benvenuto. I nuovi contadini diventano, così, polivalenti: sanno lavorare la terra ma sanno anche accogliere gli ospiti, sanno trovare il network per andare al mercato, sanno mettersi in contatto con il pubblico e vendere i propri prodotti e lo sanno fare così bene che la gente torna a comprare da loro. Inoltre, questa nuova accessibilità ai luoghi di lavoro può offrire occasioni concrete per avviare esperienze didattiche o di formazione, che abbiano come oggetto il mondo contadino e che quindi possano riuscire a supportare campagne di sensibilizzazione. Attraverso l’uso dei social, con cui Stefano racconta lo sviluppo dell’azienda, le persone sono invogliate ad andare a vedere di persona. Di conseguenza, non solo apprendono ma diventano nuovi consumatori responsabili.

 I servizi e l’innovazione garantiti dall’agricoltura sono legati al contesto territoriale in cui emergono e, proprio perché attenti al contesto, si parla di innovazioni sociali. In agricoltura, la dimensione sociale dell’innovazione ha una rilevanza anche maggiore che in altri settori perché il processo produttivo agricolo consiste in un processo di coproduzione tra uomo e natura. 

I possibili “nuovi contadini” di Vaccarizzo godono del vantaggio di avere già parte delle innovazioni che abbiamo citato nell’articolo. C’è innovazione sociale, garantita da una forte collaborazione tra gli abitanti, le piccole imprese e il territorio. C’è innovazione nel modo di produrre, preferendo tecniche come la permacultura. C’è la voglia di rimanere nel borgo e di renderlo migliore. Insomma, cosa aspettate a diventare nuovi contadini?

La cooperativa si sta mettendo in gioco per sviluppare un ecosistema in grado di unire tradizione e innovazione. Per questo siamo pronti a darti tutto l’aiuto necessario per imbatterti in questa nuova avventura! Vogliamo costituire una cooperativa di comunità capace di supportare ogni progetto imprenditoriale del borgo e riaprire i servizi essenziali alla comunità, contattaci +393476062341 oppure invia una mail all’indirizzo iliveinvaccarizzo@gmail.com